Si è concluso ad Assisi l’incontro internazionale "Pace disarmata e disarmante" organizzato dalla Comunità di Sant'Egidio, con un appello finale pronunciato da Matteo Maria Zuppi, presidente della CEI, alla presenza di circa 5.000 persone tra rappresentanti delle grandi religioni e fedeli.
L’iniziativa si è svolta quarant’anni dopo lo storico incontro voluto da Giovanni Paolo II il 27 ottobre 1986 e ha riunito, nella piazza inferiore della Basilica di San Francesco, leader cristiani, musulmani, ebrei, induisti, buddhisti, shintoisti, taoisti e zoroastriani, insieme a migliaia di giovani.
Nel suo intervento conclusivo, Zuppi ha sottolineato come la violenza "ritorna di moda e si vuole rivestire perfino della giustificazione della giustizia", ma ha ribadito che la pace "non è un'illusione per ingenui o idealisti. Non è neppure un narcotico per dimenticare, uno spazio protetto in cui isolarci, bensì la forza necessaria per affrontare il male e vincerlo".
Il presidente della CEI ha aggiunto che la costruzione della pace richiede una "resistenza" fatta di ascolto, amore per la verità, dialogo e capacità di accompagnare le persone nel tempo. "L'arma della sua pace è l'incontro, il dialogo che supera ogni forma di conflitto e di divisione".
L'appello si è concluso con un richiamo netto: "Basta con le guerre! Basta con la cultura della guerra, scegliamo la creatività del dialogo e l'audacia della pace".
A seguire è stato letto il messaggio del Papa, che ha ribadito: "La pace è possibile, ne va della dignità umana".
La giornata aveva visto momenti di preghiera nei vari spazi della Basilica e numerose testimonianze e confronti sui conflitti e gli sforzi per la pace nel mondo, con un’attenzione particolare al dialogo interreligioso come strumento per superare divisioni, conflitti e nazionalismi.